Il 29 Luglio 2016, dopo svariati incontri e scambi tra noi e l’istituzione pubblica, abbiamo dovuto iniziare lo sgombero dell’ala sud della Fornace Carotta, la nostra sede da Giugno 2015.

Quella con tutti i salottini, i concerti, le mostre, i talk, i festival sul piazzale, gli eventi nel tunnel, gli incontri, le chiacchiere degli ultimi rimasti ad aiutarci con le sedie fino a notte, il teatro intubato, i divani fuori con la gente e gli artisti dentro le vetrate, le cene improbabili, i bigliettini di incoraggiamento del quartiere, il pianoforte dipinto, i corsi e laboratori la mattina, quelle cose li.

Un’ordinanza che molte associazioni della città conosceranno e soffriranno già, vuole la “valorizzazione” economica di tutti gli spazi pubblici del paese, che detta così sembra una bella cosa, peccato che non faccia i conti con la realtà. L’affitto dello spazio (non tutto, solo il portico sud) per il periodo di un’anno, è troppo alto per qualsiasi associazione no-profit e spesso i bandi per i progetti culturali non coprono le spese relative all’affitto di una sede.

In nostro obiettivo è sempre stato quello di fare da “apriporta” per quel luogo, che così ha visto incontrarsi e lavorare insieme numerose associazioni e persone che altrimenti avrebbero dovuto pagare un affitto elevato per utilizzarlo, consapevoli che la bella possibilità ricevuta dovesse essere una ricchezza per tutti. Abbiamo investito molta energia e passione in quel luogo, che a sua volta ci ha accolto e incoraggiato, a partire dal quartiere Sacra Famiglia e chi ci abita e lavora. Ora quegli spazi sono tornati vuoti e anche se il F.A.C. continuerà il suo percorso altrove, ci auguriamo che nel tempo le amministrazioni si rendano conto di quanto possa arricchire il lavoro delle associazioni in una città.