FAC MUSEUM

Nel 1980 il collettivo Group Material inaugurava “The People’s Choice” a New York in cui chiedeva alla gente del quartiere di portare in galleria gli oggetti personali che avevano un senso per loro stessi, per la loro famiglia o per i loro amici. Questo per fornire nel già vasto panorama dell’arte contemporanea del tempo una nuova estetica del vissuto, portavoce di un sistema dell’arte che ripartisse da zero, fuori dai luoghi destinati all’arte e non compromesso dalle dinamiche di mercato delle gallerie e dei musei.

Il FAC MUSEUM allo stesso modo proietta il suo fare al quartiere che lo ospita, il quartiere Sacra Famiglia di Padova. Il progetto è disegnato insieme ai negozianti e alla gente che lo abita, un progetto che vi presentiamo in nascere, nei suoi primi attimi di vita, perchè ha senso come processo e non come prodotto finito.

Un’idea che porta un nome dai semantici rimandi punk e che sceglie di confrontarsi con la metodologia tradizionale dell’esposizione d’arte per mettere in discussione il display espositivo contemporaneo.
E’ possibile pensare ad un centro d’arte in perenne transizione?
Rispetto ad un percorso da guardare, FAC MUSEUM è concepito come un raccoglitore collezionabile, da ricercare e utilizzare. Mette in dialogo esperienze concrete che definiscono un possibile modello di spazio per l’arte come parte integrata di un quartiere che negozia giorno per giorno i propri parametri di rappresentazione e di relazione con e nello spazio urbano.

Un modello di museo che non si manifesta sulla città nelle sembianze di un corpo alieno, ma si alimenta dall’humus fecondo della città – il vissuto reale nelle case, strade, parchi, nelle botteghe dove si va per incontrare un volto familiare – e le restituisce una più forte consapevolezza di sé. Una creatura mutante priva di tratti somatici ma riconoscibile nella volontà che manifesta.

MOMENTI DI INCONTRO TRA CURATORI, ESPLORAZIONE DEGLI ESERCIZI COMMERCIALI, COLLABORAZIONE TRA NEGOZIANTI E ARTISTI

REALIZZAZIONE
I primi negozianti che hanno scelto di aprire le porte della propria bottega all’intervento di un artista sono già più di una dozzina, mentre tre gli interventi sviluppati ad oggi che vi presenteremo il giorno dell’inaugurazione, il 23 Luglio.

Dal confronto tra curatori e artisti è emerso il tentativo di liberare ciascun negozio dalla sua funzione specifica, per immaginarlo aperto e permeabile alla (nuova) vita ordinaria della comunità. L’opera dell’artista si relaziona con lo spazio e la materia che contiene, modificandosi e modificandolo in armonia con un respiro quotidiano denso di vissuto e imprevisti, fino a riconsiderare il concetto di spazio pubblico. Dall’interazione con la materia urbana prendono forma i primi interventi artistici community specific. Quelli che si attiveranno nei mesi a venire saranno parte delle residenze brevi che ospiterà il F.A.C. nel programma di residenza 2015/2016.

I curatori hanno mediato i processi artistici e la traduzione degli interventi sugli spazi, nell’intento di raggiungere anche quelle figure che solitamente sono escluse dalle dinamiche proprie dell’arte e quindi dalla sua stessa diffusione.
Ciascun negozio diventa una sede del Museo e viene individuato pertanto sulla mappa che articola il progetto in diverse zone a differente regime espositivo e funzionale.

PRESENTAZIONE 23.07.2015
La presentazione del FAC MUSEUM vuole giocare un capovolgimento dei ruoli associati ai contenitori che conosciamo. Nello spazio dell’ex fornace Carotta – un edificio affascinante e imponente al centro del quartiere, sarà esposta la serie di fotografie dei negozianti creata dal fotografo Luigi Ballario: accade così che l’opera d’arte scende dalle pareti del white cube per entrare nei luoghi della comunità, mentre i volti di quei luoghi sono presentati come opera del nuovo museo.

Luigi Ballario pone al centro della propria ricerca l’indagine sullo spazio intimo e quotidiano della persona. Le fotografie stenopeiche realizzate con banco ottico raccontano i negozianti del quartiere a partire da quello che è il loro ambiente reale di lavoro, dove si incontrano e si raccontano, dove vivono la loro giornata, dove manifestano la loro appartenenza ad un luogo. In questo modo una fotografia, uno scorcio, un volto, divengono parte di un ipotetico museo condiviso.

I PRIMI INTERVENTI:

ARTISTI: Samir Sayed Abdellattef e Stefania Bertoldo
CURATORE COINVOLTO: Giulia Favaron
NEGOZIANTE: Leonard Berton, Calzolaio, Piazzale Firenze 18

ARTISTA: Alice Salmaso
CURATORE COINVOLTO: Elisa Marigo
NEGOZIANTE: Ottico Adami, Ottico, Piazzale Firenze 22

ARTISTA: Francesco Piva
CURATORE COINVOLTO: Marta Fassina
La ricerca specifica di Francesco è sconfinata dai limiti dello spazio privato, portandolo a sviluppare una mappatura del quartiere definendo le traiettorie percorse dal progetto FAC MUSEUM nello spazio pubblico delle strade e delle vie. L’opera verrà esposta presso il Satellite, via Savona 10.

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Un progetto curato da Giovanna Maroccolo e Marta Fassina
Allestimenti opere: Andrea Cattelan

IL GIORNO DI PRESENTAZIONE AL PUBBLICO DELL’AVANZAMENTO DEL PROGETTO, TRAMITE UN TALK TRA CURATORI E ARTISTI, L’ESPOSIZIONE FOTOGRAFICA DELLA MAPPATURA DEI NEGOZIANTI DI LUIGI BALLARIO, L’ESPOSIZIONE DELLE OPERE NEI NEGOZI APERTI AL PUBBLICO