hear the noise!
Corso rivolto ad artisti e curatori, per lo sviluppo di pensiero critico e competenze pratiche
a cura di Giovanna Maroccolo

One of the tricks of the human mind is that once a certain noise is heard constantly and repeatedly, our consciousness starts to force it down into a “silence” that can easily be ignored or at the very least be tolerable.

(Citazione di un commento di Max16032, utente di youtube, a un album di The Caretaker. link al video)

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Questo è un progetto che indaga. Lo fa attraverso i linguaggi e gli strumenti dell’arte e della curatela che vede come pratiche e discipline non chiuse alla propria rappresentazione, bensì alla narrazione del nostro tempo, della società, del mondo che viviamo e contribuiamo a costruire ogni giorno. 

Un’indagine però può fermarsi al momento della raccolta dei dati, elencarne le specifiche tecniche, sensoriali, produrne un resoconto dettagliato e minuzioso nella sua classificazione, lasciando ai destinatari di questa ricerca il compito di trasformare questo materiale da inerte a combustibile.

Quello di cui discuteremo in questa sede è ben diverso e si concentra proprio sul secondo passaggio, ovvero come dare fuoco e poesia a della materia infiammabile, quei dati, nient’altro che la nostra vita di ogni giorno. 

La frase citata sopra parla di “rumore” come di una sorta di abitudine, un susseguirsi di stimoli, in questo caso uditivi, che se ascoltati in modo costante e ripetuto smettono di essere recepiti come suoni, portando la nostra coscienza a tesserli insieme in un trascurabile silenzio. 

E se accadesse così con tutto quello che intendiamo essere il nostro sistema-vita? La nostra cultura, la nostra storia, le nostre abitudini, ciò che identifichiamo come male e ciò che invece è tollerabile, non sono anch’essi dei magma di informazioni che con il tempo abbiamo accettato come “normali” e che diamo ormai per scontate? 

Se un sistema viene dato per scontato, scomparendo ai nostri occhi come sistema a se stante, quindi senza delle sue architetture di valori e gerarchie, come si fa a metterlo in discussione? Sarebbe come mettere in discussione che esistiamo. Ciò che emerge in questi casi è solo chi disobbedisce, chi inizia a non dare per scontato ciò che per tutti gli altri è normale, chi mette in discussione l’ovvio, chi ha visto qualcosa e non può più tornare indietro. Chi non si accontenta di raccogliere dati ma li trasforma in strumenti.

hear the noise! è la volontà di fare emergere tutto ciò, in un momento, il nostro, che richiede a chi può e vuole comunicare utilizzando gli strumenti della narrazione, della curatela, dell’arte, di osservare il nostro tempo con criticità, di sentire quel rumore e farlo sentire agli altri.